ADHD

Sostegno nella risoluzione dei disturbi del comportamento e di autoregolazione dell’età evolutiva 

Cosa è l' ADHD

Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) è un disturbo di tipo neurobiologico caratterizzato da disattenzione, iperattività ed impulsività che interferiscono con lo sviluppo sociale e personale del bambino.
Il problema centrale dei bambini con ADHD fosse il deficit di autoregolazione.
L’autoregolazione consiste nella capacità di posticipare una gratificazione, nel controllo degli impulsi e delle emozioni, dell’attività motoria e verbale, nonché nell’esecuzione di comportamenti socialmente approvati senza il bisogno di un supervisore esterno.
L’autoregolazione include quelle abilità che consentono di orientare il comportamento rispetto alle richieste interne (il nostro senso del dovere) ed esterne (cosa chiedono gli altri)

La disattenzione
riguarda la difficoltà nel mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco (deficit di attenzione selettiva e focalizzata), facile distraibilità, difficoltà a seguire le istruzioni, difficoltà nel prestare attenzione ai dettagli, ad organizzarsi nelle attività; sono bambini che sembrano non ascoltare o che hanno la testa da un’altra parte quando gli si parla direttamente, evitano compiti che richiedono uno sforzo prolungato e tendono a passare da un attività a un’altra senza portarne a termine una.

L’iperattività
si manifesta con un livello eccessivo di attività motoria e/o verbale: i bambini iperattivi sono incapaci di stare fermi, manifestano attività motoria afinalistica (agitare o battere mani e piedi, dimenarsi sulla sedia, giocherellare con oggetti), difficoltà a rimanere seduto e fermo al proprio posto giocano in modo rumoroso e disorganizzato

L’impulsività
è definita come un’incapacità di inibire i comportamenti e una difficoltà a dilazionare la gratificazione (Barkley, 1998). Si manifesta nella difficoltà a inibire un comportamento inappropriato, incapacità di inibire le risposte automatiche, ad attendere/posticipare una gratificazione, a non rispettare i turni nelle conversazione o nelle attività di gioco, ad interrompere gli altri e o “sparare” risposte prima che la domanda sia stata completata.

Come intervenire

I trattamenti indicati sono l’ intervento cognitivo – comportamentale (più efficace) e il trattamento farmacologico, ritenendo fondamentale un approccio di tipo combinato.
l’ ADHD crea una significativa disfunzionalità in più contesti di vita del bambino (oltre che familiare, anche scolastico ed extrascolastico), pertanto al fine di favorire un buon inserimento del bambino e la generalizzazione, occorre realizzare interventi multifocali, che consentono una presa in carico di tutte e tre le figure coinvolte (insegnanti, genitori; soggetto).
E’ importante creare una rete con gli insegnanti affinché possano applicare strategie di gestione e fronteggiamento delle difficoltà comportamentali all’interno dell’ambiente scolastico; allo stesso tempo occorre lavorare con i genitori per aiutarli ad individuare gli strumenti utili e funzionali per la corretta gestione cognitiva e comportamentale del figlio. Infine, occorre lavorare sul soggetto al fine di potenziare gli aspetti di autoregolazione e di funzionamento, sia a livello di funzioni cognitive sia comportamentali (training cognitivo – comportamentali).